La Blue Whale

IL PERICOLOSISSIMO FENOMENO DELLA BALENA BLU

AES Domicilio offre servizi di assistenza educativa per minori che manifestano disturbi comportamentali dell’adolescenza. Oggi vogliamo parlare di Blue whale, pericolosissimo fenomeno nato in Russia. La Balena Blu non c’entra niente con il grande cetaceo marino. Si tratta del nuovo pericolo social per gli adolescenti. In Italia non si è ancora manifestato, ma dalla Francia arrivano dati allarmanti tanto da essere segnalato a presidi e insegnanti per sensibilizzare le famiglie. È un gioco, se così è lecito chiamarlo, che comprende 50 prove: le prime di solito inoffensive – fai felice qualcuno, di’ ti amo a qualcuno, parla con uno sconosciuto per strada – ma poi si passa di grado – svegliarsi di notte per ascoltare musiche tristi, ferirsi, non parlare con nessuno, salire su una gru – fino a quella finale di uccidersi, proprio come la balena blu che si dà la morte spiaggiandosi.

Ci sono i tutor che, con pseudonimo, tengono i rapporti con chi accetta di partecipare alla sfida senza però capire il pericolo nascosto. È, a tutti gli effetti, un gioco che istiga al suicidio. La terribile sfida che prende di mira adolescenti e persone inclini alla depressione è nata due anni fa in Russia da un trio di ragazzi oggi in prigione: le loro motivazioni restano poco chiare e le loro spiegazioni poco credibili. Ma hanno pensato a tutto, al logo, alle musiche e alle domande in crescendo e sempre legate al tema della morte.

LE CINQUANTA REGOLE DEL “GIOCO”

Cinquanta sono le regole del gioco della morte. Una regola per ogni giorno. Alzarsi alle 4.20 del mattino, incidersi sulla mano «f57», disegnare una balena su un pezzo di carte e inviare al curatore l’immagine, esprimere la volontà con un’altra incisione di voler diventare una balena, guardare video psichedelici, procurarsi dolore, guardare video horror. Fino all’ultimo passo, saltare da un edificio alto, suicidarsi per prendersi la propria vita. Sono queste le regole. Si chiama «Blue whale».

È una balena blu che trascina nell’abisso gli adolescenti, i giovanissimi più fragili che vivono e si nutrono del virtuale, che cercano di costruire la propria identità fuori dagli schemi usuali, senza mai mettersi in gioco fino in fondo. Il web nasconde le emozioni. Mascherale debolezze e fa sentire meno insicuri. Sono queste le prede facili dei giochi mortali o dell’esibizionismo estremo che diventa un marchio indelebile sulla pelle.

PERICOLO CONTRO SEMPLICITÀ

La polizia postale è in allerta. Un pool di ben 15 investigatori si occupa da due mesi a questa parte del fenomeno. Monitora i siti, le chat, indaga sulle segnalazioni e ve ne sono state di diverse. In Friuli, ad Ancona, a Roma e nella provincia. E anche per gli ultimi drammatici incidenti che hanno visto giovanissimi morire per un banale selfie vicino a treni in corsa si è voluto guardare se dietro il folle gesto si nascondesse una delle prove del gioco mortale. Questa volta – spiegano dalla polizia posta – si è creata una sorta di catena di solidarietà tra giovani inimmaginabile.

Sono proprio gli adolescenti a segnalarci le problematiche del compagno di banco, l’adescamento, il pericolo, i tagli, il poco sonno notturno. Il pericolo.
Una maggiore collaborazione tra la scuola e la famiglia diventa di necessaria importanza se vogliamo davvero aiutare questi ragazzi e far riscoprire loro il senso vero della vita nella semplicità ed autenticità.