Assumere badanti con partita iva: rischi e vantaggi

Sei una badante convivente, una badante ad ore o una badante di condominio che ha trovato lavoro tramite una Cooperativa che ti ha fatto prendere la Partita IVA e ti ha mandato a lavorare presso una famiglia o un anziano?

Sicuramente avrai capito che lavorando con la partita IVA sei un lavoratore autonomo e non hai diritto al versamento dei contributi, non hai l’assicurazione INAIL, non hai la Tredicesima, le Ferie, il TFR, la Malattia eccetera. Tuttavia se il tuo lavoro consiste nel fare la badante presso una famiglia, in modo continuativo e regolare, allora è molto probabile che in realtà il tuo lavoro sia di tipo subordinato e quindi avresti diritto a tutti questi diritti dei lavoratori dipendenti, anche se sulla carta sei una lavoratrice autonoma.

Il problema è che spesso chi deve far valere i tuoi diritti, ingenuamente, cerca di farlo chiedendo alla Cooperativa di assumerti come lavoratrice subordinata. Ma questo è assolutamente sbagliato, in quanto tu non lavori per la Cooperativa ma lavori per la famiglia che è l’utilizzatrice delle tue prestazioni.

Per questo se cercherai di far riconoscere i tuoi diritti, cercando di far riconoscere un contratto di lavoro subordinato alla cooperativa, rischierai di avere torto in quanto la cooperativa non ti impartisce direttive, non organizza il tuo lavoro e non presti opera presso la cooperativa, che tra l’altro non risulta essere autorizzata alla somministrazione di personale dal Ministero del Lavoro, quindi anche volendo non potrebbe assumerti come dipendente e mandarti a lavorare da una famiglia utilizzatrice della prestazione.

Invece se la famiglia dove lavori ti dice cosa fare, quando farlo e come farlo, allora potresti provare a trasformare il tuo rapporto di lavoro autonomo in un rapporto di lavoro subordinato e regolato dal CCNL domestico chiedendo alla famiglia dove lavori di riqualificare la tua posizione lavorativa, e in questo caso se effettivamente lavori in modo continuativo e regolare e la famiglia ti impartisce le direttive e controlla il tuo operato, allora avrai buone possibilità di farti pagare le differenze retributive dovute a Ferie, tredicesime, TFR, assicurazioni e contributi inps eccetera.

Inoltre, se ancora in essere, potrai riqualificare il tuo rapporto di lavoro direttamente alle dipendenze della famiglia dove lavori, senza avere più rapporti con la cooperativa abusiva che verrebbe anche multata per somministrazione illecita di lavoro. Quindi i tuoi diritti relativi a queste differenze retributive sono a carico della famiglia dove lavori, che avrebbe fin da subito dovuto assumerti rispettando il CCNL domestico come fanno tutte le famiglie che regolarmente assumono una badante. In ogni caso potrai rivendicare i tuoi diritti anche se non lavori più. Se il tuo lavoro è finito, potrai comunque farti pagare tutte le differenze arretrate direttamente dalla famiglia dove lavori.

Ma per poter arrivare a questo punto, è necessario prima dimostrare che il lavoro svolto come badante è di tipo subordinato (dipendente) e non autonomo.

Badante Assistente Famigliare

La Cooperativa che ti ha mandato a lavorare e che ha percepito i compensi, in questa circostanza starebbe operando come agenzia di somministrazione di lavoratori, anche chiamate agenzie interinali. Queste cooperative non hanno autorizzazione ministeriale alla somministrazione di personale, come previsto dalla legge 276/03, e quindi questa somministrazione di lavoro domestico sarebbe abusiva e andrebbe sanzionata pesantemente come previsto da tale legge.

Riepilogando, se il tuo lavoro è di tipo subordinato, ovvero nella pratica sei dipendente della famiglia dove lavori, ma sei “assunta” con Partita IVA:

  1. puoi chiedere alla famiglia di assumerti istantaneamente in regola nel rispetto del CCNL domestico
  2. chiedere il pagamento di Contributi, Tredicesime, Ferie, TFR e differenze retributive passate
  3. la cooperativa che ti ha mandato a lavorare facendoti prendere la Partita IVA rischia una sanzione per somministrazione irregolare di lavoratori.
    Se queste Cooperative vi fanno lavorare con una Partita IVA, parlatene con la famiglia dove lavorate che probabilmente non ha la più pallida idea del fatto che rischiano una vostra denuncia. Le famiglie spesso pensano che pagando la fattura a queste false Cooperative, sia tutto in regola. Invece non è così e queste Cooperative potrebbero anche chiudere e riaprire con un altro nome in caso di problemi, lasciando le famiglie con buchi contributivi e differenze retributive delle lavoratrici.

Inoltre le famiglie pensano di non poter assumere direttamente con il CCNL domestico, le badanti fornite dalla cooperativa, in quanto nel contratto che le famiglie firmano con la Cooperativa ci sono spesso clausole con penali in caso di regolarizzazione del contratto per badante e badante convivente da parte della famiglia.

Ma queste clausole vessatorie sono nulle in quanto non si può vietare di mettere in regola un lavoratore.

Tutto il contratto fatto al cliente (famiglia) della cooperativa sarebbe nullo se il rapporto di lavoro fosse nella pratica di tipo subordinato. Infatti un contratto di somministrazione di lavoratori domestici fatto da una agenzia non autorizzata diventa nullo per la legge 276/03 e il lavoratore va assunto direttamente dalla famiglia.

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